L'azienda "Gerace" è una piccola oasi tra le colline
dell'entroterra ennese,
cuore della Sicilia, a 650 metri sul livello del mare.
I Fontanazza arrivarono a Gerace nel 1893 quando Giovanni prese in affitto l'intero feudo, di circa 940 ettari, allora di proprietà del Duca di Misterbianco. Nell'immediato dopoguerra, in seguito alla riforma agraria, il figlio Carmelo e i nipoti ne acquistarono la parte migliore, circa 220 ettari, compreso l'antico caseggiato che risale al 1500 e che comprende una graziosa chiesetta in cui si conserva una statua marmorea della Madonna del Perpetuo Soccorso attribuita alla scuola del Gaggini.
La dedizione e le capacità dei Fontanazza hanno trasformato il latifondo, dove si produceva sostanzialmente grano, in una
moderna azienda dove si coltivano mandorli, olivi e viti e si allevano bovini e ovini.
Negli anni '80 Antonella, pronipote di Giovanni, eredita dal padre Carlo una piccola parte dell'antico feudo che lei ha saputo valorizzare al meglio. Negli anni sono stati rinnovati i mandorleti, impiantati ficodindieti e uliveti, tutti coltivati biologicamente, e nel 2000 è sorta, nel cuore dell'azienda,
l'attività agrituristica il cui scopo principale è quello di far conoscere la qualità dei prodotti siciliani e le tradizioni gastronomiche ennesi.
Dall'amore per questa terra nasce quello che è ormai il prodotto principe dell'azienda Gerace: l'olio extravergine d'oliva biologico.
Novembre 2009
Il Borgo Antico e il Don Carlo a Merano incontrano Gualtiero Marchesi
Il Borgo Antico e il Don Carlo del Borgo Antico partecipano alla prestigioso evento
Merano Wine Festival & Gourmet dove riscuote un ottimo successo. Anche il
Maestro Gualtiero Marchesi si ferma a degustare gli oli di Gerace.
Cliccate qui per vedere la foto di
Antonella Fontanazza con Gualtiero Marchesi al Wine Fiestival di Merano edizione 2009.
Gennaio 2009
Nostra Sicilia delle Meraviglie
Nell'ultimo numero della
rivista di Slow Food, Tiziano Gaia recensisce gli olii siciliani migliori che hanno ricevuto riconoscimenti di alto livello nella guida redatta dalla prestigiosa associazione. Ecco cosa scrive del
Don Carlo del Borgo Antico (premiato con le Tre Olive):
"Approda al
massimo riconoscimento la selezione Don Carlo di Gerace, in virtù di una
prestazione maiuscola. Il colore è limpido, verde vivo, con riflessi giallini. Il naso è ricco nei sentori di carciofo, mela verde, foglia di pomodoro,cardo. La bocca esprime
tutte le potenzialità di questo extravergine, mostrandosi pastosa e fluida, dolce all'ingresso, poi amara e con piccante insorgente. Finale pulito, nel
perfetto equilibrio delle componenti e corrispondenze.
Maggio 2008
Slow Food assegna le Tre Olive al Don Carlo
La pregiata
Guida agli extravergini di Slow Food, nell'edizione del 2008, ha assegnato al nostro Olio Extravergine d'Oliva da agricoltura biologica
Don Carlo del Borgo Antico, le
Tre Olive. Sul
sito di Slow Food,
Tiziano Gaia scrive: "Si tratta di oli che, come sanno i nostri lettori, esprimono
caratteristiche di tipicità e di eccellenza: in sintesi estrema,
sono il “top” e come tali rappresentano al meglio anche le rispettive categorie (monocultivar, Dop, biologico ecc…)".
Maggio 2008
Distinzione nel concorso "L'Orciolo D'Oro"
Il
Don Carlo del Borgo Antico ha ottenuto la
Distinzione nella categoria
fruttati medi nel Nono Concorso Nazionale Oli Biologici
"L'Orciolo D'Oro" organizzato dall'EnoHobby Club dei Colli Malatestiani.
Novembre 2006
Il “Borgo Antico”, olio di grande livello e spiccato pregio
Così
l'Associazione Italiana Sommelier dell'Olio, nella sua guida “L'Olio” edita da Bibenda, ha classificato il prodotto dell'azienda Gerace, attribuendogli
Quattro Gocce.
Questa la descrizione del prodotto redatta dai curatori della guida:
“Alla vista si presenta
luminoso e abbastanza denso, di colore giallo verde con bagliori dorati. Inizialmente al naso è lievemente balsamico, seguono note erbacee fresce, di pomodoro e di fiori da campo.
Al gusto si presenta in modo
compatto ed equilibrato. Si evidenziano sentori di origano e timo, gheriglio di noce con ritorno del pomodoro che precede un timido tono amaro di cardo sopraffatto dal pepe bianco che segna il finale.
Esalterà i suoi profumi su un fumante piatto di pici di grano saraceno con ricciola e asparagi o su un filetto di tonno con capperi, olive e peperoni.”
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